Che bel gioco di piani temporali!
Il film di De Niro mi è piaciuto, nonostante fosse un po’ lungo, con le sue tre orette di durata.
La storia era ben intricata: lui sposa lei perchè c’è il pupo, ma non l’ama. Appena può infatti se ne va a lavorare per un servizio di intelligence in giro per il mondo. Poi torna e impara a conoscere suo figlio, che nel frattempo ha già compiuto 6 anni. Un giorno rivede la sua vecchia fiamma (pre-pupo) e ha un’avventura con lei. La moglie lo viene a sapere e s’arrabbia di brutto. Poi torna a casa. Anche il figlio ormai adulto decide di far parte dei servizi segreti, ma il padre non è assolutamente d’acordo. Il ragazzo si innamora di una ragazza africana e la vuole sposare, ma lei è una spia rossa…
Ecco la parte romanzata.
Ma la parte più bella del film, a mio avviso, non è questa.
Il motivo per cui ne valeva davvero la pena di andare al cine questo fine settimana era la Storia con la S maiuscola.
Infatti De Niro ci propone una pellicola di Storia Contemporanea: il tutto si svolge nei primi anni ’60, dal terribile errore logistico dell’assalto alla Baia dei Porci a Cuba.
Il più grave caso di fuga di notizie delle forze armate americane mai avvenuto è descritto attraverso immagini storiche in bianco e nero e frammenti di giornali e rubriche radio d’epoca.
Poi si torna indietro, lui (Matt Damon) alla finestra ha un flash back che ci fa scoprire la sua entrata nel mondo dei segreti e dei misteri degli skulls and bones e poi della cia.
Si vedono i tempi della 2 guerra mondiale e poi il principio della guerra fredda, prima di tornare al nostro Damon degli anni ’60.
Che dire degli attori?
per la Jolie vorrei spendere due parole sui suoi truccatori: davvero bravissimi a mostrare il passare del tempo con il trucco del viso, con il colore dei capelli…
Damon bravo, come sempre in questo ruolo da intelligente uomo di potere.
De Niro entra solo in tre scene, come vecchio dirigente dell’intelligence per cui lavora Damon.
Appare anche un vecchio Joe Pesci, che fa l’italiano semi-mafioso, vecchio padre di famiglia con cui va a parlare Damon per ottenere informazioni e da cui non ricava nulla.
In sostanza, senza i commenti della vicina di poltrona, che al momento giusto rovina il film, vi posso dire che il film mi è piaciuto.
Certo, bisogna essere un po’ informati sulla Storia di quegli anni, perchè il film racconta tutto, ma saperne un po’ di più aiuta di certo a cogliere quei piccoli segni lasciati in giro dal regista nella sua opera.
Pubblicato da samelia 

