The good sheperd – Robert De Niro

10PMaprp18UTC30, 23 aprpm07 2007

Che bel gioco di piani temporali!

Il film di De Niro mi è piaciuto, nonostante fosse un po’ lungo, con le sue tre orette di durata.

La storia era ben intricata: lui sposa lei perchè c’è il pupo, ma non l’ama. Appena può infatti se ne va a lavorare per un servizio di intelligence in giro per il mondo. Poi torna e impara a conoscere suo figlio, che nel frattempo ha già compiuto 6 anni. Un giorno rivede la sua vecchia fiamma (pre-pupo) e ha un’avventura con lei. La moglie lo viene a sapere e s’arrabbia di brutto. Poi torna a casa. Anche il figlio ormai adulto decide di far parte dei servizi segreti, ma il padre non è assolutamente d’acordo. Il ragazzo si innamora di una ragazza africana e la vuole sposare, ma lei è una spia rossa…

Ecco la parte romanzata.

Ma la parte più bella del film, a mio avviso, non è questa.

Il motivo per cui ne valeva davvero la pena di andare al cine questo fine settimana era la Storia con la S maiuscola.

Infatti De Niro ci propone una pellicola di Storia Contemporanea: il tutto si svolge nei primi anni ’60, dal terribile errore logistico dell’assalto alla Baia dei Porci a Cuba.

Il più grave caso di fuga di notizie delle forze armate americane mai avvenuto è descritto attraverso immagini storiche in bianco e nero e frammenti di giornali e rubriche radio d’epoca.

Poi si torna indietro, lui (Matt Damon) alla finestra ha un flash back che ci fa scoprire la sua entrata nel mondo dei segreti e dei misteri degli skulls and bones e poi della cia.

Si vedono i tempi della 2 guerra mondiale e poi il principio della guerra fredda, prima di tornare al nostro Damon degli anni ’60.

Che dire degli attori?

per la Jolie vorrei spendere due parole sui suoi truccatori: davvero bravissimi a mostrare il passare del tempo con il trucco del viso, con il colore dei capelli…

Damon bravo, come sempre in questo ruolo da intelligente uomo di potere.

De Niro entra solo in tre scene, come vecchio dirigente dell’intelligence per cui lavora Damon.

Appare anche un vecchio Joe Pesci, che fa l’italiano semi-mafioso, vecchio padre di famiglia con cui va a parlare Damon per ottenere informazioni e da cui non ricava nulla.

In sostanza, senza i commenti della vicina di poltrona, che al momento giusto rovina il film, vi posso dire che il film mi è piaciuto.

Certo, bisogna essere un po’ informati sulla Storia di quegli anni, perchè il film racconta tutto, ma saperne un po’ di più aiuta di certo a cogliere quei piccoli segni lasciati in giro dal regista nella sua opera.

:)


Valencia

10PMaprp17UTC26, 23 aprpm07 2007

Valencia è una città straordinaria, sembra essersi risvegliata ieri dal suo giaciglio al Cabanal, il quartiere dei pescatori e dei gitani… sembra aver appena spiccato il volo verso il progresso, verso l’Europa, verso il mondo intero!

Per numero di abitanti e importanza è la terza città della Spagna. E’ capitale della sua regione, la Comunidad Valenciana che è composta dalle aree di Valencia, Castellon e Alicante.

La città di Valencia è meteorologicamente parlando il paese del sole: la catena montuosa Cullera crea una sorta di scudo dalle intemperie in modo tale da assicurare sempre, non scherzo, sempre, il sole alla città e alle sue vicinanze.

A sud della città sorge un parco naturale, la Albufera. E’ una zona lagunare-marina, creatasi a livello del delta del Rio Turia e al tramonto è un vero spettacolo!

Nel parco si possono vedere moltissime specie di uccelli protette e la coltivazione del riso, punto focale della cucina valenciana.

Come non menzionare la fantastica Paella?Eh sì! perchè la Paella è solo valenciana, è nata qui, non cadete nella trappola per turisti della paella mista carne e pesce! è una bufala gigante, un valenciano non mangerebbe mai una simile mescolanza!

La paella valenciana è fatta con pollo, coniglio, zafferano, fagioli bianchi, fagiolino: niente pesce, niente manzo, niente misti insomma!!!

Poi esistono le paelle di pesce e separatamente quelle di carne: sono ottime nei ristoranti in riva al mare di Valencia (fermata della metro linea 4 ”Eugenia Vines).

Longitudinalmente tutta la città è tagliata dal vecchio letto del fiume Turia.

L’ amministrazione comunale è stata ecologicamente lungimirante: quando si decise di deviare il corso del fiume a causa delle continue inondazioni nei quartieri limitrofi, si pensò di dotare la città del suo polmone verde.

Risultato: 4 km di giardini pubblici percorrono tutta la città, con parchi gioco, campi da calcio, da tennis, piste ciclabili, insomma, tutto l’occorrente per respirare aria pulita e fare sport!

Una scelta azzeccatissima, visti i livelli di smog che si raggiungono oggigiorno!

Beh, Valencia è proprio bella, è innegabile!

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Dove andare?

10PMaprp17UTC26, 23 aprpm07 2007

Bene, finiti i post burocratici, arriva la parte bella, ossia la scelta della tua città Erasmus!

Teoricamente si vanno a vedere i siti di tutte le sedi universitarie che hanno un accordo con la nostra facoltà, si guardano bene i corsi offerti e si valuta per filo e per segno quale città ci offre piani di studio che si possono integrare con il nostro.

Praticamente invece ciascuno da sempre ha il sogno di vivere in una città estera, o almeno in uno Stato straniero. Può darsi che cio che ci affascina sia la geografia di una località europea oppure la lingua che si parla, fatto sta che la maggior parte delle volte si sceglie la sede Erasmus anche a pelle.

La mia scelta, come sapete, è stata la Spagna.

Ho sempre amato la Spagna, pur non essendoci mai stata prima.

Una cosa impossibile? non credo!

avevo studiato spagnolo per tre anni alle superiori (ho fatto il liceo linguistico) e questa lingua mi faceva impazzire! Altro che tedesco e inglese, io nel sangue avevo lo spagnolo e nient’altro, con buona pace della mia prof di Deutsch!

Beh, insomma, con la decisione della sede ero a cavallo: sapevo che volevo andare in Spagna, sapevo che in una città al nord sarei morta di depressione perchè sono meteopatica, amavo tanto il mare…

Quali criteri migliori per scegliere tra 12 sedi spagnole?

Scartata subito la Galizia, bellissima ma troppo piovosa.

Scartata anche Barcellona: solo inglesi e catalani ;P

Dubbio tra Valencia ed Alicante, entrambe in una posizione geografica stupenda: sole, mare, fiesta!

Sono andata a curiosare nei siti delle loro università: Alicante ha un buon corso di pubblicità e pubbliche relazioni, Valencia ha un corso di Giornalismo di alto livello, entrano solo i migliori maturandi di Spagna.

Beh, scelta fatta!

Si vola a Valencia!

Facile, no?


TROVARE I CORSI GIUSTI

10PMaprp16UTC22, 23 aprpm07 2007

Il mio caso è stato tutto particolare.

Sono partita dall’Università di Verona per uno scambio con il Dipartimento di Storia, ma io ero interessanta ai corsi di Giornalismo, che a Valencia fanno parte del Dipartimento di Filologia.

Così arrivata a Valencia sono andata all’Ufficio Relazioni Internazioni e mi sono fatta fare il cambio di Facoltà come studentessa Erasmus.

Per fare ciò è servito un modulo prestampato che mi hanno fornito all’Ufficio Relazioni Internazionali di Valencia e una dichiarazione scritta del Coordinatore studenti Erasmus di Filologia dell’Università ospitante.

Come vedete, dandosi un po’ da fare, si riesce ad ottenere ogni cosa!


L’ATTESTAZIONE DI PARTENZA

10PMaprp16UTC22, 23 aprpm07 2007

Poco prima di partire, 1 o 2 giorni prima, bisogna farsi fare dall’Ufficio Relazioni Internazionali della propria Università, un’attestazione di partenza.

In questo documento si dichiara che lo studente assegnatario di borsa è un Erasmus e che egli va nella tal Univeristà, per un tot preciso di mesi.

Quando si arriva nella sede dell’Università ospitante bisogna assolutamente farsi fare l’attestazione di soggiorno all’Ufficio Relazioni Internazionali.

Questa carta deve essere faxata al prioprio Ufficio Relazioni Internazionali perchè solo così parte ufficialmente il conteggio dei giorni per la borsa di studio.

Allo stesso modo, prima di ripartire dalla sede universitaria ospitante per tornare alla propria università di origine bisogna rifarsi fare un timbro e questo segno vale ufficialmente per concludere la pratica della borsa.


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